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"Rosmini e la filosofia tedesca” è un progetto del prof. Markus Krienke che ebbe inizio nel 2005 con un convegno internazionale presso il Centro italo-tedesco “Villa Vigoni” sul Lago di Como dal medesimo titolo. Durante le giornate del convegno si evinse che questo tema non costituisce solo un campo di ricerca specialistica per gli esperti del pensiero rosminiano ma che è allo stesso momento di un grande interesse culturale e storico-filosofico per tutto il periodo della prima metà dell’ ‘800 ed anche oltre, nell’ambito culturale italo-tedesco.
Allo stesso momento il convegno ebbe l’intenzione di iniziare un cambiamento paradigmatico (nell’accezione di Thomas S. Kuhn) all’interno della ricerca rosminiana. A tal fine, esso presentò già nel titolo il momento teoretico decisivo del pensiero di Rosmini per poter valutare adeguatamente non solo la “modernità” ma anche la rilevanza attuale dello stesso. Proprio la domanda circa il confronto di Rosmini con Kant e con l’Idealismo tedesco non stava per puro caso al centro delle dispute di Rosmini con i filosofi italiani contemporanei ma costituì anche il tema principale della Wirkungsgeschichte (storia degli effetti) del suo pensiero nella filosofia italiana dell’ ‘800 e del ‘900 come anche nella teologia e nella storia ecclesiastica. Il giudizio su questo rapporto Rosmini Kant/Idealismo determinò la condanna postuma di quaranta proposizioni tratte dalle opere di Rosmini nel 1888 come anche la rivalutazione del suo pensiero nel XX secolo. Ugualmente questo tema costituì la retroscena teoretica per la citazione di Rosmini all’interno dell’enciclica Fides et Ratio nel 1998 (n° 74). Ovviamente la Nota riguardo alla riabilitazione del pensiero rosminiano nel 2001 si rifece centralmente alla domanda “Rosmini e la filosofia tedesca”.
Questa Wirkungsgeschichte può essere divisa in tre fasi: ciascuna di queste fasi è caratterizzata per una specifica interpretazione di questo rapporto di Rosmini con il pensiero di Kante e dell’Idealismo. Rispetto alle tre fasi precedenti, il convegno “Rosmini e la filosofia tedesca” definiva un cambiamento paradigmatico in quanto ha riesaminato e definito i pregiudizi e le precomprensioni che risultano dalle fasi precedenti, cercando di oltrepassarli e di superarli prospetticamente. Proprio questa ri-calibratura del rapporto Rosmini Kant/Idealismo è in grado di presentare Rosmini nella sua rilevanza per la filosofia e la teologia del XXI secolo. Con ciò è iniziata una nuova, “quarta” fase, che il progetto “Rosmini e la filosofia tedesca” promuove attivamente. In questo senso, il convegno non costituì una “chiusura” o una “soluzione” di una domanda bensì la riapertura di questo tema e perciò l’inizio di questa nuova fase.
Parte del progetto della Cattedra “Antonio Rosmini” presso l’Istituto di Filosofia applicata della Facoltà di Teologia di Lugano è di indagare il lato epistemologico di questa ricalibratura, di porre le domande fondamentali della quarta fase e di promuovere degli studi concreti per la realizzazione della stessa.
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